Shock loss: che cosa è e come evitarla

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Prof. Piero Rosati

Il prof. Piero Rosati si interessa da 40 anni di chirurgia del cuoio capelluto per la correzione chirurgica della calvizie androgenetica, per la ricostruzione del cuoio capelluto dopo incidenti, traumi... 
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Nell’ambito dell’autotrapianto, la shock loss è una perdita di capelli a seguito dell’intervento nelle aree trattate. Può trattarsi di capelli, ma più spesso di vello e non va assolutamente confusa con la caduta dei capelli trapiantati con tecnica FUE, che invece è dovuta ad imperizia e incapacità da parte dell’operatore nel prelevare i capelli permanenti, cosa che abitualmente con la tecnica FUT non si manifesta.

La perdita dei capelli già presenti nell’area da trapiantare è dovuta a 2 fattori traumatici.

Il primo fattore è rappresentato dall’effetto meccanico di inserimento di unità follicolari in mezzo ad altri capelli per il quale è necessaria la perforazione della cute; in questa fase di inserimento si possono danneggiare i capelli circostanti.

Il secondo fattore è dato dalla piccola fibrosi causata dalla micro-cicatrice che noi utilizziamo per inserire i capelli nella nuova sede, che penalizza i capelli già presenti nell’area ricevente. Negli interventi con tecnica FUE questo fenomeno si può manifestare molto più frequentemente ed in misura maggiore, perché dovendo effettuare, ad esempio, 2-3 mila forellini nell’area donatrice, ciascuno dei quali corrispondente poi ad una cicatrice anche di 1 millimetro, avremo creato complessivamente una cicatrice di circa 3 metri, con conseguente e proporzionale fibrosi e riduzione della vascolarizzazione. Tutto questo, quindi, porta alla perdita dei capelli.

Con la tecnica FUT, dove la cicatrice non è più lunga di 20-30 centimetri, vedremo che questo problema si manifesterà assai meno. Sta all’esperienza del chirurgo riconoscere un’area che potrebbe essere soggetta a shock loss; queste sono aree dove solitamente il vello è molto sottile e folto o dove i capelli sono particolarmente deboli.

In ogni caso va detto che la shock loss non determina la caduta dei capelli, ma anticipa la caduta dei capelli destinati a cadere. Quindi se l’indicazione è buona da parte del chirurgo, che deve aver fatto una scrupolosa programmazione, il risultato dell’intervento sarà nettamente superiore alla shock loss e quindi al danno prodotto da essa. Anche qui è importantissima l’esperienza del chirurgo: nella programmazione di un autotrapianto di capelli egli dovrà valutare approssimativamente una percentuale più o meno importante di probabilità che la shock loss si manifesti, ed eventualmente procrastinare nel tempo il trattamento, o in casi estremi, sconsigliarlo per il bene del paziente, affinché il danno non sia superiore al beneficio.


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Prof. Piero Rosati - Chirurgo plastico ed estetico

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